CLASSIFICAZIONE del RISCHIO IN ANESTESIA

CLASSE

DESCRIZIONE

I

Nessuna alterazione organica, biochimica o psichiatrica
Esempio: ernia inguinale in paziente senza alcuna malattia

II

Malattia sistemica lieve correlata o no alla ragione dell'intervento chirurgico
Esempio: bronchite cronica; obesità moderata; diabete controllato; infarto del miocardio di vecchia data ; ipertensione arteriosa moderata

III

Malattia sistemica severa ma non invalidante correlata o no alla ragione dell'intervento chirurgico
Esempio: cardiopatia ischemica con angor; diabete insulino dipendente; obesità patologica; insufficienza respiratoria moderata.

IV

Malattia sistemica grave con prognosi severa che pregiudica la sopravvivenza indipendentemente dall'intervento chirurgico
Esempio: insufficienza cardiaca severa; angina instabile;
aritmie refrattarie al trattamento; insufficienza respiratoria, renale, epatica ed endocrina avanzata

V

Paziente moribondo che non sopravviverà nelle 24 ore successive, che viene sottoposto all'intervento chirurgico come ultima possibilità
Esempio: rottura aneurisma aorta con grave stato di shock

E

Ogni intervento chirurgico non dilazionabile e che non consente una completa valutazione del paziente e la correzione di ogni anomalia: La lettera E viene aggiunta alla corrispettiva classe ASA

Questa è la classificazione, accettata internazionalmente, che permette una categorizzazione dei pazienti in funzione della presnza o meno di alterazioni organiche o funzionali dell'organismo al momemto del trattamento chirurgico ed anestesiologico. Si distinguono 5 Classi che definiscono livelli crescenti di rischio a partire dalla Classe I fino alla Classe V. La maggior parte dei pazienti si colloca nelle prime due Classi di rischio (I-II).

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